GIBILTERRA (Agicops) – Il Poker Italiano ha la sua voce. Una voce che commenta, diverte, intrattiene e che spesso fa le ore piccole per raccontare agli appassionati tutto di un Torneo fino all’ultimo showdow. Gli Addetti ai lavori lo stimano e gli riconoscono due qualità importanti: è una bomba di simpatia e ha una cultura vastissima. Di recente ha ottenuto una prestigiosa sponsorizzazione da parte di PokerStars.it.
Stiamo parlando di Alberto “Grandealba” Russo, la voce ufficiale delle cronache Live dei Tornei Live EPT ed IPT.
La Agicops lo ha raggiunto via Skype per una intervista esclusiva prima della sua partenza per un week end veneziano. Ingrediente principale e irrinunciabile delle sue giornate è il Poker. E’ infatti in programma la seconda tappa dell’Italian Poker Tour dove si presenterà nella doppia veste di Giocatore e di Commentatore.
Per chi ci legge ed ancora non ti conosce e per le migliaia di appassionati che ti seguono durante le tue dirette, come hai mosso i tuoi primi passi nel mondo del Poker? E cosa ti appassiona di più?
Ciao Marco! La mia avventura nel mondo del poker è iniziata a metà 2005 raccontando su un piccolo forum di 30 utenti le mie partitelle di poker casalinghe con gli amici. Il forum crescendo è stato presto trasformato in portale (oggi conta quasi 13.000 utenti!) e mi è stato proposto di divenirne lʼamministratore. Così iniziai a sperimentare tornei online, interviste e i primi blog in diretta dalla seconda stagione dello European Poker Tour appena iniziata.
Dopo circa un anno lasciai il portale per fondare la rivista Card Player Italia. Il poker stava esplodendo sempre di più tra la fine del 2006 e lʼinizio del 2007 e oltre alla rivista iniziai a lavorare nel Lazio come delegato della Federazione Italiana Gioco Poker (FIGP) aprendo e seguendo decine di circoli. Verso la fine del 2007 fu inaugurato il canale italiano dellʼEptLive, la diretta streaming del tavolo televisivo dello European Poker Tour e feci il mio debutto ai microfoni come commentatore dellʼEpt di Londra. Da quel giorno questa è rimasta la mia professione principale, affiancata dalle dirette del PokerStars.it Italian Poker Tour, i commenti televisivi di poker su Dahlia Sport, la vicepresidenza della ONLUS PokerForLife.it e la mia rubrica Thatʼs Pokah su Poker Sportivo ed il Blog su Intellipoker (Scuola di Poker). Quale mi piace di più? Beh, a me piace tutto quello che faccio e non rinuncerei mai a quello che mi da emozione e mi fa sentire vivo, altrimenti ti assicuro che non lo farei.
Ti sei conquistato l’appellativo de “il Pizzul del Poker” … quante ore di diretta porti sulla gola?
Qualche mese fa una rivista ha intitolato unʼintervista su di me “Alberto Russo: The Voice”, ora tu dici “il Pizzul del Poker”…! Per il momento mi accontento di essere “Quello dellʼEptlive” come ogni tanto mi dicono nei circoli riconoscendomi dalla voce!
Ore di diretta? Ok, facciamo una media di 16 ore per ogni evento (divise in 2 giorni), mettiamoci anche gli HighRoller, le WCP e i campionati italiani… diciamo una ventina di eventi in un paio di stagioni, dunque 16×20= 320 ore, dai nemmeno poi così tante! Cʼè ancora tantissima strada da fare prima di arrivare al grande Pizzul!
Di recente hai ottenuto una prestigiosa sponsorizzazione. Ti sentiremo quindi commentare anche le tue mani di gioco?
Questa sponsorizzazione di PokerStars.it per giocare tutti i Main Event dellʼItalian Poker Tour rappresenta la più grande opportunità della mia vita a livello di giocatore. “Tutta la vita si gioca in un colpo solo, il resto è attesa” recita Matt Damon in Rounders e questa frase rispecchia esattamente il mio stato dʼanimo in questo momento. Lʼazienda dei sogni mi ha chiamato a rappresentare i suoi colori al tavolo verde, per me avere quel logo sulla camicia vale come una convocazione nella nazionale per un calciatore.
Non sono ammessi errori, voglio davvero dare il massimo per ricambiare questa fiducia.
Quali sono i giocatori che stimi di piu in italia e perchè?
Gli italiani sono un popolo di giocatori, ce lʼabbiamo nel sangue credo. Dobbiamo solo aggiustare ancora un pochino il tiro e poi saremo davvero pronti a portare a casa tantissime soddisfazioni. Nel frattempo i nostri portacolori più rappresentativi a livello internazionale sono senza ombra di dubbio Luca Pagano, Dario Minieri, Max Pescatori e Dario Alioto, ognuno per motivi diversi. Luca è stato fonte dʼispirazione per me dal primo momento, per tutto quello che ha fatto e che continua a fare per il movimento del poker in Italia, per la sua poliedricità è in assoluto la persona che stimo di più e non solo nel mondo del poker. Su Dario Minieri dico sempre la stessa cosa: diventerà una leggenda da Poker Hall of Fame. Il suo gioco è di un livello così estremamente elevato che secondo me in pochissimi possono comprenderlo e apprezzarlo davvero. Di Max mi affascina la sua incredibile esperienza, è un giocatore da torneo di una chirurgicità disarmante: si adatta ad ogni tipo di field, da cento a mille giocatori, da field internazionali a field tutti italiani, dovunque si siede Max porta a casa un risultato di prestigio, è lʼespressione di unʼesperienza maturata in 15 anni di poker ad altissimi livelli. Dario Alioto rappresenta per me la disciplina che ogni vero giocatore dovrebbe avere: ha scelto lʼOmaha in tempi non sospetti e si è dedicato a quello anima a corpo fino a diventarne il campione del mondo WSOP.
Ma vi immaginate le caratteristiche di tutti e quattro ricodificate nel dna di un uomo solo? Ne uscirebbe un SuperUomo pokerista Nietzschiano!
Dove arriverà il poker sportivo e dove arriverà il Grandealba?
Il poker onestamente lo immagino tra qualche anno come materia per una tesi universitaria, come protagonista di nuovi programmi per la tv, come intrattenimento sano e controllato in poker room stile California o Florida, lo immagino sempre più al centro di grandi eventi sportivi e mondani.
Per quanto mi riguarda mi auguro di continuare a crescere professionalmente e come persona di pari passo con la crescita del poker stesso.
In fondo nel poker come nella vita, bastano una chip e una sedia per poter continuare a sognare.
































