ROMA (Agicops) – C’è chi la vede già come la morte del poker live e dei circuiti di club sportivi italiani. C’è chi pensa già di chiudere tavoli e fiches in un ripostiglio, magari col pretesto della stagione estiva, per non incorrere in rischi che nessuno ha paventato ancora. E c’è chi spera di poterci mettere le mani sopra, magari aprendosi un bel casinò (mini) dove giocare a poker eventi di un certo rilievo e distribuire liberamente i premi in denaro. Un’opportunità? Una minaccia? La solita azione dello Stato ‘ladrone’ che vede solo tasse e balzelli fiscali da applicare ai settori che macinano ‘grano’? Verrebbe da rispondere con un bel ‘boh’. La parola d’ordine, infatti, è ‘incertezza’ sulla legge sul poker live approvata proprio oggi, e in via definitiva, alla Camera dei deputati.
Per non correre e incorrere in brutti pensieri il settore del poker live che finora ha macinato numeri pazzeschi da non poter essere più ignorato dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato e dal Governo, deve solo aspettare. Il pensiero comune di associazioni di poker sportivo e gestori di club indipendenti è univoco: aspettiamo come verrà regolamentata questa breve traccia che il Governo ha inserito come emendamento alla legge Comunitaria per mano della senatrice Pdl Maria Ida Germontani.
Non c’è, infatti, nessuna certezza sul futuro. Le licenze o concessioni ci saranno. Ma cosa succederà ai club che in questi anni hanno funzionato da centri di aggregazione oltre che formare professionalità tra dealer e direttori di sala e organizzatori? Potranno sparire così, da un giorno all’altro oppure il settore verrà solo ‘ristrutturato’ con la mano dello Stato pronto a riscuotere per regolarizzare anche strani flussi di denaro che, purtroppo i soliti operatori che rovinano tutto, hanno fatto girare tra i tavoli dei propri circoli. Di ipotesi ne sono state fatte tante. Ognuna lascia il tempo che trova. Non resta che aspettare e capire le intenzioni del Governo: spazzare via il settore o lasciarlo con certi spazi?
Intanto vige il silenzio più totale. L’emendamento Germontani è passato come un carrarmato tra i vari transiti dal Senato alla Camera e nessuno è stato in grado di fare gli interessi del circuito. Per impossibilità ad agire e non è neanche colpa di queste federazioni. Certo manca un po’ di peso, però, c’è chi si sta muovendo. Federpoker ha prodotto una mozione ma proprio il giorno che veniva approvata la legge, tra ieri sera e oggi. C’è chi si sta muovendo per il dopo. Prima non si è potuto prevenire e ora bisogna curare intervenendo subito con chi dovrà poi redigere i regolamenti che decreteranno o no la fine del poker live.
































