ROMA (Agicops) – E’ stata la senatrice del Popolo delle Libertà Maria Ida Germontani a rivelare ai 750mila appassionati di poker sportivo live il futuro dei circoli in cui ogni sera si giocano centinaia di tornei. L’emendamento al disegno di legge comunitaria 2008 dell’onorevole Pdl approvato già dalla Camera dovrà passare ora al vaglio del Senato.
Il nuovo testo che, si ribadisce, potrà essere nuovamente modificato dall’altra sponda del Parlamento, affianca il comma 31-bis al ‘vecchio’ comma 31: “Nel rispetto dell’articolo 1 del decreto legislativo 14 aprile 1948, n. 496, della direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 ottobre 2005, recepita dal decreto legislativo 21 novembre 2007 n. 231 e degli articoli 43 e 49 del Trattato che istituisce la Comunità europea, l’esercizio e la raccolta dei tornei di poker sportivo non a distanza sono consentiti ai soggetti titolari di concessione per l’esercizio e la raccolta di uno o più dei giochi di cui al comma 11 attraverso rete fisica nonché ai soggetti che rispettino i requisiti e le condizioni di cui al comma 15 previa autorizzazione dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato”.
Che tradotto vuol dire: via al bando di gara o alla vendita delle licenze al costo di 100mila euro con i circoli di poker sparsi per il territorio destinati a chiudere. Il gioco passa a chi ha i soldi veri, al ‘banco’. Sì, insomma, le grandi concessionarie dello Stato investiranno per mettere le mani sul gioco del momento potendosi permettere la gestione di un’attività che, conti alla mano, avrà margini di ritorno bassissimi dell’investimento (se il limite del torneo rimarrà dai 30 ai 100 euro coprire 100mila euro di investimento sarà dura) e per questo spazzerà via tutti gli imprenditori privati che, finora, hanno vivacchiato di Texas Hold’em coi propri locali.
L’ipotesi che il poker live finisse nelle sale bingo non era poi così sballata. Se non saranno sale bingo i locali autorizzati saranno spazi che dovranno rispondere a specifiche precise. Verranno inseriti limiti ai tavoli? Quale sarà il buy in, il costo d’iscrizione? Quanto e come si protrà giocare? Si giocherà nella modalità Cash Game con dealer professionisti oppure si organizzeranno solo tornei?
E quale ruolo avranno i circoli e le associazioni nazionali che finora hanno cercato una regolamentazione senza risultato?
Il movimento è di assoluto rilievo dal punto di vista sociale ed economico. Una regolamentazione era auspicata e auspicabile. Ora bisognerà solo stare a vedere come avverrà questa riorganizzazione.
































