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EPT Montecarlo: intervista a Luca Pagano

Riesce a giocare a grandi livelli, a registrare puntate su puntate di Poker1Mania, impegnarsi per il poker sportivo e per la legge che ha da venire e anche fare dell’ottima beneficenza. Un uomo così esiste e risponde al nome di Luca Pagano, giocatore professionista del Team Pro di Pokerstars, presidente della Fith e fondatore di Poker for life, la prima onlus che dedica risorse e tempo alla beneficenza sfruttando il boom del Texas Hold’em.

Tra il Day1a, concluso da secondo chip leader, alla Grand Final dell’European Poker Tour di Montecarlo che deve portargli molto bene dopo i risultati splendidi dell’anno scorso, e il Day2 c’è spazio per andarsi a registrare qualche puntata di Poker1Mania con l’amico Ciccio Valenti.

Poi si torna a giocare. Da dove nasce il ‘fenomeno-Pagano’, simbolo e bandiera del Texas Hold’em made in Italy. Partiamo, dunque, dal Luca giocatore.

Come sta andando a Montecarlo? “Benissimo, sono stato bravo ma anche molto fortunato e ho chiuso la prima giornata di gare come secondo chip leader a 175mila chips in un field che iniziava a presentare molti dei campioni che siederanno al tavolo in questi giorni. Gente del calibro di Humberto Brenes, Patrick Antonius e Phil Ivey anche se è già uscito”, commenta Pagano.

Quello che si diceva tra i tavoli a Sanremo allora era vero: con strutture più giocabili escono fuori le qualità tecniche. “Nel Day1a sono stati eliminati meno della metà dei giocatori – analizza Luca Pagano – merito di una struttura fantastica (30mila chips e livelli di bui di un’ora, ndr) molto differente da quella dell’ultima tappa italiana dell’Ept”. Le quattro cifre del casinò ligure sono lontane, comunque. Certo va tenuto in considerazione il fatto che il buy in di Montecarlo è il doppio. “Le previsioni parlano comunque di 900 giocatori”, spiega Luca Pagano.

Dal poker giocato a quello che sta nascendo nelle aule parlamentari. “Stiamo seguendo molto da vicino l’iter di formazione della legge sul poker sportivo live con una serie di appuntamenti a Roma dove forniremo i nostri punti di vista e le nostre osservazioni per la stesura di un testo il più vicino possibile alle esigenze del gioco in Italia – rivela Pagano – di certo non daremo mai e poi mai dei colpi di spugna facendo scrivere un testo inappropriato e dannoso per il poker live”.

La sensazione è che si vada verso il solito regime concessorio con i grandi gruppi che entreranno nel mercato e nel territorio. “Potrebbe non essere una soluzione sbagliata ma dobbiamo valutare costi e limiti di ogni opportunità”, conclude sull’argomento il Player of the year 2008.

Come detto, spazio anche alla beneficenza. Il Charity Tournament organizzato a Sanremo con vip e professionisti è stato un vero successo. “La onlus Poker for Life ha riscosso un grande successo tra i giocatori, nei club, nei grandi tornei e anche tra i media – spiega Luca – in questi giorni si è svolto un torneo importante al Cotton Club di Roma ma finito l’Ept le iniziative benefiche verso l’Abruzzo e altre realtà che necessitano di fondi, entreranno nel vivo e intensificheremo i programmi”.

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