… e raggiungerà il superenalotto! Ma quanto lavoro ancora da fare
Tutto il mondo del poker a Roma per il convegno di oggi, organizzato da Agicos ed Entourage presso Crowne Plaza Hotel di Roma. Due tempi, quasi come in un lungo film che è appena iniziato, però, e prevede tante altre puntate. Il primo tempo sul poker live e il secondo sul poker online.
Sono emerse tematiche interessanti e a distanza di un anno dall’edizione zero del convegno è tangibile la crescita del mercato. Dati che mettono paura: 2 miliardi di raccolta sul poker online, quasi quanto la spesa degli italiani sul Superenalotto e 74000 associati, 770 circoli e 3400 tornei al mese come numeri che censiscono il poker live. Enorme, dunque, l’attenzione sul poker da parte di tutti: media, società di gaming, operatori esteri e federazioni di poker live, così come tanti giocatori appassionati di Hold’em.
Molto vivace la prima parte sul poker dal vivo. Soprattutto quando Luca Antinori, rappresentante dell’Associazione Italiana Giocatori Poker, si è scagliato contro le federazioni presenti, da Fith a Figp, Italian Rounders e Fipos. Il problema principale del dibattito è la legge sul poker dal vivo e i legami con il poker online. “Sono due realtà che si compenetrano”, hanno ribadito a gran voce, Isidoro Alampi della Figp, Domenico Tresa del network Italian Rounders e Luca Pagano della Fith. Dai grandi tornei online a quelli dal vivo nei grandi eventi dei casinò.
Quali spiragli ci sono per la legge sul poker dal vivo?
Una domanda alla quale le federazioni promettono di rispondere con l’unità. “Non è escluso che qualcosa si concretizzi proprio tra poco tempo – annuncia Luca Pagano nel corso del suo intervento – dovremo essere uniti per presentarci dall’interlocutore politico con unità d’intenti”. Secondo Tresa di Ir, invece, “serve una consulenza nostra verso il legislatore per evitare che esca una normativa che scontenta tutti”. Ficcante l’intervento di apertura di Mario Adinolfi, nelle vesti di vice direttore di Red Tv ma anche voce politica del settore. “L’online deve alimentare il live perchè è quella la radice del gioco, la spettacolarità che mi porta a preferire una mano del mondiale Wsop di Max Pescatori all’ennesimo scambio tennistico tra Federer e Nadal”.
E proprio Pescatori, testimonial di Gioco Digitale, racconta la sua esperienza. “Sono anni che mi spendo per difendere l’abilità su cui è basato il poker nelle sue varianti – spiega il Pirata – in Italia possiamo giocare da 50 centesimi in su e passare una serata tra amici al tavolo da gioco. Dobbiamo educare i giovani a vedere il poker come divertimento e come gioco di abilità”.
La seconda parte ha visto i vari operatori presenti, Gioco Digitale, Microgame, Sisal Poker, Snai, Bwin, betshop e l’ultimo arrivato Pokerstars.
Dibattito aperto su liquidità internazionale (possiblità di aprire il gioco a players esteri sulle piattaforma punto it sulle quali ancora si gioca solo tra italiani), introduzione del Cash Game e competizione con i siti esteri in generale.
Traccia il segno Fabio Bufalini di Pokestars che risponde alle osservazioni di Carlo Gualandri di Gioco Digitale e di Fabrizio D’Aloia di Microgame, le due società leader del mercato almeno nei primi mesi del lancio del settore.
“Da tempo abbiamo deciso di entrare in Italia perchè è un mercato molto importante a livello europeo e mondiale – esordisce Bufalini – il lancio del settore attraverso i limiti del gioco responsabile è giusto e va proseguito su questo indirizzo. Ma non sono d’accordo nella chiusura ad altre prospettive di sviluppo perchè la liquidità nazionale è una scelta anacronistica. Basterebbe aprirlo come dice Gioco Digitale con le legislazioni regolamentate come l’Italia nella comunità europea e internazionale”.
La tassazione italiana a paragone degli altri mercati è troppo alta, “tre volte il solito 10% che si applica e due volte quella del poker Uk. Vanno cambiate molte cose – prosegue Bufalini – era giusto partire in questo modo ma dobbiamo assolutamente inserire altri strumenti come il Cash Game, perchè l’Italia è uno dei mercati principali del mondo e noi siamo voluti entrare proprio per questo motivo ma con la speranza di progresso e apertura a nuove forme di business”.
































