Intervista a Daniele Mazzia

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Scritto da Cesare Antonini
Pubblicato il aprile 28, 2009

“Un Final Table e un ottavo posto a Nova Gorica, l’Ept di Sanremo andato così così e il grande finale di stagione con la chiusura del circuito Pokerstars al casinò di Montecarlo”. Daniele Mazzia, professionista di poker tra i grandi nomi dell’Hold’em italiano, fotografa così la fase della sua stagione che sta per concludersi idealmente con le World Series of poker.

Tra l’Ept di Sanremo e quello di Montecarlo passa solo una settimana. Lui, come tanti altri players che erano in Liguria, ne hanno approfittato per giocarsi un torneo interessantissimo per struttura e field dei partecipanti al casinò Perla di Nova Gorica. “Ho ritrovato le giuste di motivazioni in vista di Montecarlo – spiega Mazzia – un ottavo posto al tavolo finale di un torneo bellissimo da 2000 euro di buy in con tanti giocatori bravi (c’era un certo Tom McEvoy, 4 braccialetti alle Wsop e un 78esimo posto nella top list Usa di tutti i tempi, un mostro sacro del poker texano, ndr) e una struttura giocabilissima con 20mila chips, 1 ora a livello di gioco e gli ante (una quota fissa da pagare per tutti i giocatori e per sveltire il tavolo, ndr) che sono entrati molto tardi rendendo ancora più interessante l’evento”.

A Sanremo, insomma, è andata così così. “Sono arrivato al Day2 dopo aver passato il primo giorno di gara con uno stack (le chips che i giocatori hanno in dotazione, ndr) sempre superiore di tre volte alla media. Poi – prosegue Mazzia – qualche brutto colpo ha compromesso la mia prova ma poi sono risalito arrivando in forza al Day2”. E lì, il colpo decisivo in una giornata strana che non ha aiutato Daniele. “Non sono mai entrato in partita e poi andato ormai in All in con Asso e Jack ho trovato un avversario con King e Jack con un K uscito al river (l’ultima carta che scende sul board, ndr)”. Male anche al side event da 2200 euro. “Lì ho trovato un tavolo difficilissimo con Max Pescatori e Claudio ‘Swissy’ Rinaldi, due miei amici e il forte francese Roger Haiberdian e sono uscito con un call molto discutibile di un avversario”, precisa Mazzia.

La delusione del main di Sanremo? Forse un po’ colpa, a detta di tutti i giocatori, della struttura del torneo poco adatta ai tanti partecipanti e a chi basa questo gioco più sulla tecnica che sull’alea. “Sembra che l’organizzazione l’abbia capito e che da Montecarlo la struttura migliorerà notevolmente con molte più chips e livelli di un’ora di gioco – commenta Mazzia – una struttura che permetterà di giocare ai players più tecnici e far uscire alla distanza le qualità di ognuno senza dover affidarsi alla sorte e morire di bui come successo per molti all’Ept di Sanremo”.

Dopo il super successo di Sanremo, tutti si stanno chiedendo se Montecarlo batterà i numeri del casinò ligure. “Credo che buona parte degli stranieri arrivati a Sanremo li ritroveremo a Monaco – analizza Daniele Mazzia – per il resto credo che il buy in limiterà un po’ le iscrizioni ma che i 1000 partecipanti sia un obiettivo alla portata e 1178 di Sanremo un record che potrebbe anche reggere con le dovute proporzioni nei costi di partecipazione appunto”.

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