Intervista in esclusiva a Battista Cantonati
Scritto da Cesare Antonini
Pubblicato il aprile 28, 2009
ROMA (Agicops) – “Salto la Grand Finale dell’European Poker Tour di Monte Carlo, anche se ho ritrovato grandi motivazioni dopo il settimo posto ottenuto al casinò Perla di Nova Gorica contro i migliori giocatori italiani e anche una leggenda del poker texano come Tom Mc Evoy”. Giovanni Battista Cantonati è ad una svolta della carriera. E pensare che al Pokerstars European Poker Tour di Sanremo, aveva fatto talmente male che il morale era finito sotto al tavolo da gioco. “L’ottimo piazzamento a Nova Gorica mi ridà slancio e confidenza con questo gioco che sto praticando da diverso tempo con risultati di tutto riguardo – conferma Cantonati riferendosi probabilmente ai sei tavoli finali centrati in pochi mesi tra il 2008 e il 2009 – potevo anche fare meglio ma dal tavolo finale le carte non hanno più girato e sono dovuto uscire dal torneo pagando solo piccolo, grande buio e gli ante”.
Cantonati ricorda ancora “l’Ept di Sanremo che si è confermato come un grande torneo ma dal livello inferiore per chi gioca a Texas Hold’em sfruttando il proprio bagaglio tecnico e anche quello d’esperienza”. Trovarsi al tavolo con gente come Mc Evoy (4 braccialetti alle Wsop e 78esimo nella top money list Usa) e italiani bravi come Daniele Mazzia (lui è arrivato ottavo allo stesso torneo) deve aver rinfrancato Cantonati che però non si fa attrarre dalle sirene del principato di Monaco. “Sono vicino alla chiusura di un accordo molto importante per la mia carriera futura di giocatore professionista – spiega il player veronese di origini trentine – ora voglio concentrarmi su questo e su nient’altro”.
Altri tornei a breve, però, sono in programma. “Certo, spero di andare a Innsbruck e forse in Marocco dove ci sono due ottimi eventi che potrebbero essere adatti al mio modo di giocare e alla mia situazione attuale e poi prepararmi alla nuova stagione dell’European Poker Tour”, annuncia Cantonati. Quest’anno il giocatore veronese ha partecipato a 5 tappe senza centrare l’acuto ma disputando sempre ottime prove, Sanremo a parte.
L’obiettivo di Cantonati quindi “è quello di provare a fare il professionista per due anni e vedere cosa succede per tirare un bilancio e decidere se andare avanti o meno”, spiega il giocatore.
Per lui è un’altra sfida da vincere dopo che per tanti anni è stato aiuto-allenatore della nazionale femminile di Sci alpino, quindi pilota di successo nel rally per due anni con una vittoria nel campionato europeo e nel frattempo diventare un ‘handicap 10’ nel golf italiano che “per chi ci capisce qualcosa, non è proprio niente male”. E già mister Cantonati.
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