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Italia-Svizzera, rientro dei capitali…uscita dei giocatori

(Agicops) – Se l’Italia con una mano toglie, con l’altra da. E anche se la fuga dei giocatori di poker dal Belpaese è notevole, non potrà mai pareggiare quella dei capitali dalla vicina Svizzera, al seguito della sanatoria dello “Scudo Fiscale”, introdotta quest’estate dal governo e in scadenza il 15 dicembre. Di sicuro, però, i flussi di players e di denaro che intrecciano due stati confinanti rappresentano un paradosso bello e buono.

Con la legge comunitaria 2008, entrata in vigore nel luglio del 2009 il poker live, in Italia, diventava praticamente illegale. Le room, diceva lo stralcio della legge (articolo 24, comma 27 della Legge n. 88/2009), avrebbero dovuto avere un’autorizzazione dei Monopoli di Stato, una licenza di gioco così come accade per altri settori (betting ippico e sportivo) per organizzare tornei di poker dal vivo. Una circolare del Ministero dell’Interno, a settembre, ha rafforzato il concetto: a poker (sportivo o no, non importa nulla) in Italia non si può giocare. Con l’eccezione dei tornei organizzati nei 4 casinò nazionali, naturalmente. 

Così, dal cilindro magico, qualcuno ha ripescato una normativa della vicina Svizzera, datata addirittura 13 dicembre 2007, che parla chiaro: “I tornei di poker possono essere organizzati al di fuori delle case da gioco concessionarie su riserva delle prescrizioni cantonali in materia. La CFCG (Commissione federale case da gioco svizzere) è del parere che il divieto relativo ai giochi d’azzardo può non applicarsi ad alcune forme di tornei di poker. Questo è il caso quando la vincita dipende in modo preponderante dalla destrezza del giocatore e non da caso”.

Un sogno italiano che, almeno per chi abita nelle regioni del nord, si materializza: si può continuare a giocare senza pericolo a due passi dal confine. Detto fatto. E nel giro di poche settimane iniziano a spuntare club come funghi. Fino ad allora, in effetti, gli svizzeri non avevano mostrato una passione smodata verso il poker in modalità torneo. Così quegli italiani che prima organizzavano eventi settimanali in Lombardia e nelle regioni limitrofe hanno iniziato a trasferire il gioco in Svizzera con il risultato che i club nati tra Lugano e Balerna, tra Riazzino e Biasca, non sono altro che i club degli italiani trapiantati nella terra della cioccolata e delle banche.

Nel giro di alcuni mesi, da una costola del network di club nazionali Italian Rounders, nasce una realtà consolidata come Suisse Rounders. Una realtà che ora ha 4 club con frequenze medie di 100 players a evento. Stesso discorso per il Runner Runner, associazione italiana, anch’essa trapiantata in Svizzera con 3 realtà tra Balerna, Lugano e Biasca. Il picco massimo c’è stato con un evento che prima della legge sul poker si giocava in Italia, La Notte degli Assi, e che un mese fa a Balerna ha raggiunto il record di 431 iscritti per un evento ‘one shot’.

Nelle ultime settimane ha aperto i battenti, a Lugano, il Victoria Poker Club. Una location allestita nell’omonimo hotel di Lugano e che sta accogliendo molti tra i più noti players italiani, da Salvatore Bonavena (unico italiano a vincere una prova dell’European Poker Tour), a Gino Alacqua, a Ben Speroni (che è anche uno degli organizzatori), e tanti altri. La novità per i prossimi mesi, sono anche le richieste arrivate dalla Svizzera ‘interna’ e raccolte da Suisse Rounders che sta valutando la possibilità di aprire delle room autorizzate anche lontano dal confine dove i flussi dall’Italia sono comunque più favorevoli.

Intanto si svegliano anche i casinò che fino a qualche mese fa non credevano poi così tanto nel poker in modalità torneo. Quello di Campione d’Italia (l’enclave italiana gravita comunque nel mercato svizzero con un appeal crescente nei confronti dei nostri players) offre tornei settimanali gestiti da Italian e Suisse Rounders già da diversi mesi oltre agli eventi di poker classici e targati Ir, mentre al Casinò di Lugano un altro ex club lombardo, lo Show Down, sta organizzando un campionato di poker sportivo all’interno della sala da gioco del Ticino.

Svizzera e Italia a braccetto nel poker ma col coltello tra i denti sui soldi delle banche, quindi. E se un ‘guru’ del poker come Max Pescatori sostiene che il miglior giocatore italiano in realtà è lo svizzero Claudio Rinaldi, il cerchio si chiude perfettamente. ‘Swissy’ è svizzero, il suo nickname lo dice, ma gravita da anni negli ambienti nazionali e internazionali in perfetta sintonia con i ‘colleghi’ italiani. E potrebbe anche diventare azzurro fino in fondo a detta dei bene informati.

Il finale, però, potrebbe assumere i tratti della beffa. Cosa succederà quando il poker live verrà finalmente legalizzato in Italia dal regolamento Aams che dovrebbe uscire ad inizio 2010? A quel punto potrebbe sussistere il rischio che, oltre che dei capitali, la Svizzera venga svuotata anche di chips e di poker players.

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