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Luca Falaschi: l’ortopedico con la passione per il poker

VIAREGGIO (Agicops)  – Ha 42 anni ma ne dimostra una ventina, ha un centro ortopedico in Versilia e ama troppo suo figlio e la sua famiglia, gli unici che lo tengono lontano dall’altro grande amore: il poker.

Si chiama Luca Falaschi e ha appena passato il primo giorno di gara al Pokerstars European Poker Tour di Praga dove cerca il secondo piazzamento della stagione dopo quello ottimo di Kiev ad iniziuo stagione. “Stavo benissimo, anche mentalmente, sono partito bene ma nemmeno dopo un’ora un rumeno che giocava in maniera un po’ strana mi ha preso 10,000 chips, ho letto un bluff che alla fine non lo era ed ho inseguito tutto il giorno con metà stack”, confessa Falaschi in diretta da Praga.

Un torneo difficilissimo quindi. Da affrontare da ‘short’, con poche fiches davanti. Poi il ‘Kamikaze’ Falaschi vede la luce. “All’ultimo livello ho approfittato di qualche buona carta, AJ suited due volte e una coppia 77 – commenta Luca – appena qualcuno puntava io mandavo la ‘vasca’ (andare in all in, ndr) è successo quattro volte e non m’hanno mai chiamato”.

La psicologia di Falaschi è stata vincente. “Alla fine loro avevano paura di uscire perchè mancava poco alla fine del day 1 e ho chiuso con 31,100 che mi permette di giocare ancora domani. Sono fiducioso e io non ho mai paura”.

Come giocherai quindi? Qual’è il tuo stile? “La mia particolarità è che riesco a non farmi leggere bene dagli avversari e divento aggressivo anche se a volte rischio di giocarmi il torneo. Ma in un evento di questa portata domo l’aggressività anche se, quando entro, picchio forte. Domani non devo farmi mangiare chips per cercare flop buoni ma stare chiuso. Appena vedo un pò di carte, però, mando diretto i resti con la speranza che, prima o poi comunque qualcuno mi veda e naturalmente perda”. Anche a Kiev era messo così e con un raddoppio alla fine era tornato in partita fino ad andare a premio.

Un anno positivo per il bankroll di Falaschi. “Dal 2009 ho iniziato a giocare con un pò più di continuità – prosegue il Kamikaze – prima studiavo un pò questo mondo e volevo capire se potevo essere competitivo. Intensificare le partecipazioni agli eventi? Io sto giocando con criterio ‘economico’ nel senso che con le vincite sto gestendo i prossimi tornei ma è chiaro che aspetto la chiamata di uno sponsor, poi il tempo per intensificare ce lo avrei ma è difficile fare tutto da solo”.

Luca ha molta gente che lo spinge ad andare avanti. “Dovrei arrivare in fondo a tornei come questo. Diverse persone, amici e amici di amici, mi stanno seguendo e si complimentano, speriamo che i complimenti facciano strada a qualche sponsor, con calma, si vedrà. Io devo continuare così, di più non posso fare”.

Perchè Kamikaze? Il nick che da nome anche alla sua squadra? “La nostra squadretta, il ‘kamikaze team’ viene dal soprannome che i miei amici mi hanno dato. In pratica, quando sono un pò indietro in un torneo, comincio a sparare a raffica per uscirne. In slovenia ho vinto così. Mi ha fatto piacere perchè altre persone tipo Paolo Giovanetti della Sisal poker hanno giocato con le mia maglia e lo sponsor sopra”.

Il tuo profilo? “Anni 42 ma sembro un bimbo (se la ride Falaschi, ndr), abito a Viareggio da 35 anni ma sono livornese. Ho uno spendido bambino di 10 anni ed è lui che frena le mie trasferte perchè lo devo lasciare. Sono titolare di un Centro Ortopedico in Versilia, una bella azienda che mi da molte soddisfazioni”.

Carte preferite? “Preferisco KK perchè mi danno una sorta di adrenalina in più rispetto ad AA”. Player preferito? “Se leviamo i soliti noti e mi lasci parlare solo degli italiani, mi piacciono molto Lacchinelli, Giovannetti , Longobardi e Vitagliano mentre a livello internazionale sono rimasto affacinato ( era al mio tavolo a Londra ) dall’asiatico WU ( PRO pokerstars ) che poi è arrivato al tavolo finale. Una nota per l’amico giornalista gazzetta Fabio Bianchi, è molto forte e competitivo, se non fosse per qualche colpo di sfortuna sarebbe spesso tra i primi. Parola mia che l’ho visto giocare spesso”. Una citazione sulla ‘Rosa’ non gliela toglie nessuno. Good Luck.

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