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Luca Pagano: Italiani… un popolo di allenatori e di commissari tecnici

MILANO (Agicops) – 75 players italiani partecipavano all’European Poker Tour di Praga e 8 di loro sono andati a premio. L’anno scorso vinse il titolo Salvatore Bonavena e arrivarono dietro di lui Massimo Dicicco e Francesco Cirianni più altri piazzamenti in the money. Quest’anno Luca Pagano si è piazzato ancora al tavolo finale, è arrivato sesto, ha vinto 100,000 euro ma è stato criticato da alcuni per come è uscito e per non aver vinto la ‘picca’, oltre a sparare a zero sul poker italiano reo di esprimere una bassa qualità nel gioco e di avere uno scadente rendimento nei risultati.

A rispondere ci pensa lui, Luca Pagano, che usa una metafora che calza a pennello col caso in questione. “Si dice che l’Italia sia un popolo di allenatori e di commissari tecnici ed è proprio vero. L’anno scorso con la vittoria di Bonavena a Praga e con gli altri piazzamenti, eravamo tutti in Paradiso, quest’anno siamo diventati tutti scarsi”. Dove sta la verità, insomma, se è vero quello che dice il player trevigiano: che in Italia basta poco per passare dalle stelle alle stalle?

Difficile dirlo ma l’analisi di Pagano sembra perfetta per spiegare cosa ha spinto alcuni players e cosa spinge spesso alcuni giovani aspirant pokeristi che partecipano ai forum nazionali sul gioco, a sparare a zero sui campioni di casa nostra, Pagano compreso. “La mano con la quale sono uscito dall’Ept (all in preflop con AJ contro la coppia di QQ di Stefan Mattsson che ha retto eliminando il player nazionale, ndr) ha acceso molte discussion ma cosa sarebbe successo qualora Mattsson non aveva in mano due Donne o io avessi preso l’Asso? Minieri quando ha vinto il campionato del mondo bluffando con 4 e 5 in mano era un campione ora un brocco, il mio concetto è sempre quello: siamo un popolo di strateghi del poker e si passa troppo rapidamente da giudizi entusiastici a bocciature spietate”.

Ma allora come fare per migliorare il livello di gioco? “Sicuramente manchiamo di esperienza, di mani giocate – spiega Pagano – c’è chi gioca da 3 anni, chi da 1 e chi da 2 mentre in America o in altri paesi giocano da 20 anni. Non voglio dire che io sia il più bravo ma di sicuro uno dei più esperti insieme a Pescatori e ad altri che giocano da 10 anni. E’ sicuramente un elemento importantissimo da valutare”.

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