INTRAPRENDEREMO LA VIA DELLA POLITICA.
“Ho seguito da lontano il convegno sul poker organizzato a Roma e, da quello che ho potuto appurare, non mi sembra che sia uscito nulla di concreto per la regolamentazione del poker live. Per questo andremo avanti per la nostra strada e cercheremo di perseguire i nostri obiettivi grazie alla politica perché il problema dei posti di lavoro legati al poker live è un problema serio che va seguito con grande attenzione”. Mimmo Giacomelli, giocatore di poker e ideatore del gruppo Facebook ormai diventato un movimento per la legge sul gioco live, commenta così a Poker-news-italia.com il convegno Poker Anno uno tenutosi ieri a Roma presso il Crowne Plaza Hotel e organizzato da Agicos e Entourage. Molti gli spunti di riflessione, tanti buoni propositi per questa benedetta legge sul poker live, ma nessuna soluzione concreta a breve e medio termine.
“Dobbiamo focalizzare il problema sui posti di lavoro – spiega Giacomelli – in questo momento di crisi ci sono decine di migliaia di persone che lavorano e mangiano col poker, tra dealer, floorman, baristi e tutto l’indotto che può ruotare attorno ad un circolo e agli eventi di Texas Hold’em”. Il conto, approssimativo ma alquanto significativo, è il solito. “In Italia ci sono 8.100 comuni e contando almeno un circolo per ogni comune, ogni club in media ha 5 dealer, un floorman,un barista e qualche altro addetto.
Insomma, facendo una moltiplicazione semplice, stiamo parlando di circa 60.000 posti di lavoro”. La realtà può anche sfiorare le 80.000 unità ma la comunità del poker live “è molto più grande se consideriamo i giocatori e altre situazioni collaterali – analizza Giacomelli – è un fiume di gente che l’Italia non può ignorare”. Oltre alla soluzione “politica” Giacomelli non esclude quella “di piazza”. “In Italia per ottenere qualcosa bisogna scendere in piazza e quindi faremo come hanno già fatto i tassinari, i camionisti e i farmacisti, andremo sotto al Ministero o presso i Monopoli per chiedere questa legge”.
Le federazioni del poker live riunite ieri a Roma hanno manifestato l’intenzione di raggiungere questa legittimazione. Luca Pagano della Fith ha annunciato “novità in merito a breve termine” auspicando l’unità del settore per dare peso alla contrattazione politica. Idem per Isidoro Alampi della Figp e Domenico Tresa di Italian Rounders.
Sull’ipotesi dell’interesse dei concessionari Aams (Snai, Lottomatica etc etc) sulle poker room live Giacomelli la pensa in maniera chiara. “Gruppi del genere non avrebbero interesse a tutelare le persone che ruotano nel gioco ma solo i propri interessi economici. Comunque il poker live non morirà mai e il nostro percorso è appena iniziato e non escludo novità curiose già dai prossimi giorni”.
































