Venezia (Agicops)- Venezia ovviamente non ha come simbolo solo il Casinò.
In questi giorni si sta volgendo il Festival del Cinema e fuori concorso è stato proiettato un film italiano che ha molto a che fare con il gioco.
Stiamo parlando di Gorbaciof di Stefano Incerti, con un bravissimo Tony Servillo nelle vesti di un contabile del carcere di Poggioreale.
Matteo, chiamato da tutti Gorbaciof, per via di una vistosa macchia sul viso, vive tra il vizio del gioco e l’interesse per Lila (i Mi), giovane ragazza cinese figlia di un altro giocatore d’azzardo.
Sarà proprio l’amore per questa ragazza a spingere il protagonista a rubare i soldi dalla cassa del carcere. Matteo si giocherà tutti  soldi per aiutare il padre di Lila, ormai sommerso dai debiti ed entrerà  nel giro della malavita napoletana. Quella  malavita  legata spessissimo al gioco nero, che non fa molta presa sulla stampa, ma che a noi non va di ignorare, neanche quando si tratta di fantasia cinematografica.
Il movimento pokeristico sano, vuole partecipare ad un cambiamento dell’immaginario collettivo, evitando di relegare il poker tra i giochi d’azzardo più pericolosi. Un modo intelligente per farlo è non ignorare le realtà parallele e problematiche che lo compongono e lo asserviscono all’illegalità e alla dipendenza.
La visione di Gorbacif è una buona occasione per riflettere sul lato oscuro del gioco.
































