LUGANO (Agicops) – Il texas hold’em poker non è un gioco di abilità, ma d’azzardo, e in quanto tale va giocato all’interno dei casinò e non nei locali pubblici o privati. È, in sostanza, la tesi sostenuta dalla Federazione svizzera dei casinò che ha presentato ricorso presso il Tribunale federale contro la decisione del tribunale amministrativo federale del giugno scorso con il quale, di fatto, si avallava l’organizzazione di tornei di texas hold’em pokeral di fuori delle 19 case da gioco svizzere (17 delle quali aderiscono alla Federazione svizzera dei casinò).
Ricordiamo che il Taf, allora, aveva giudicato che i tornei di poker, se organizzati in modalità texas hold’em, non vanno considerati come giochi d’azzardo in quanto l’esito delle partite dipende dalla destrezza dei giocatori e non dalla fortuna. Un parere che ricalcava quello, precedente, della Commissione federale Case da gioco. E proprio la decisione del Tribunale federale aveva portato le case da gioco elvetiche a dimostrarsi sempre più tiepide circa l’organizzazione di tornei. Un interesse che, soprattutto in Ticino, sembra però essere stato nuovamente stimolato dal recente, se pur momentaneo, divieto di organizzare dei tornei di texas hold’em poker in Italia, questo fino all’arrivo del regolamento ministeriale che dovrà disciplinare le modalità lecite di svolgimento al di fuori dei casinò italiani. Ora il ricorso al Taf che apre nuovi scenari e chance per i casinò svizzeri di ‘riappropriarsi’ dei tornei di poker.
































